Osservatorio | Luglio 2026
L’inflazione abbassa la testa e i tassi caleranno ma con molta prudenza.
In sintesi:
Quel che rimane della tregua Iran-USA è la navigabilità dello Stretto di Hormuz, con rotazione della domanda tra i settori e i Paesi e con riduzione dell’inflazione.
Nel manifatturiero la riapertura dello Stretto riduce il fabbisogno di scorte prudenziali e quindi frena l’attività generata da tale domanda.
Nei servizi ripartono i viaggi turistici di lunga distanza, con beneficio soprattutto per alcune mete europee. In generale, marcia l’Asia, fornitrice delle componenti per la rivoluzione AI, mentre rallentano gli USA, per via di consumi più fiacchi.
La novità principale è che l’inflazione ha già iniziato a diminuire in giugno e ancora di più lo farà in estate grazie a domanda delle famiglie debole, salari calmi, margini pressati dalla concorrenza e politiche guardinghe.
Le Banche centrali hanno irrigidito la postura monetaria, più con parole che con opere. Ciò ha fatto salire ancora i tassi lunghi, che scenderanno grazie alle notizie sui prezzi al consumo, tirati giù anche da probabili sconti.
Nonostante la volatilità di mercato, l’aumento della spesa militare europea continua a sostenere una prospettiva di crescita pluriennale per il settore.